L’Europa e il mondo coloniale alla fine del XVIII secolo

La crisi dell'Ancien Régime portò alla trasformazione delle strutture politiche, economiche e sociali. Le rivoluzioni liberali si diffondono nei principali paesi del continente.
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Vincenzo Ferrillo

Vincenzo Ferrillo

01/09/2021 | Ultimo aggiornamento:

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Contents

La crisi dell’Ancien Régime portò alla trasformazione delle strutture politiche, economiche e sociali in gran parte dell’Europa continentale e del mondo coloniale. Tra il 1789 e il 1849, le rivoluzioni liberali hanno dilagato nei principali paesi del vecchio continente. L’Europa della fine del XVIII secolo assomigliava poco all’Europa del XIX secolo. Questi cambiamenti portarono il continente nell’era del capitalismo e del costituzionalismo liberale.

L’Europa dell’Antico Regime

Durante l’Età Moderna, le monarchie europee tendevano a centralizzare il potere in un processo di costruzione dello stato che cercava di eliminare le vecchie giurisdizioni feudali, fino ad allora nelle mani dell’aristocrazia nobiliare. Nonostante la forte resistenza della nobiltà, l’assolutismo monarchico fu la forma caratteristica di governo per tutto questo periodo, con l’eccezione dell’Inghilterra e dei Paesi Bassi, dove predominarono forme di governo parlamentari.

Alegoría de las revoluciones de 1848 que recorrieron buena parte de Europa
Allegoria delle rivoluzioni del 1848 che travolsero gran parte dell’Europa

Fino allo scoppio delle rivoluzioni liberali della fine del XVIII e dell’inizio del XIX secolo, la società nell’Europa continentale era divisa in tre classi: il clero, la nobiltà e il terzo stato (il popolino). Con la fine del sistema dell’Ancien Régime, in cui trionfarono le rivoluzioni liberali e borghesi, ciò significò:

Oltre agli aspetti politici ed economici, il XIX secolo vide anche importanti cambiamenti nella società: la crescita demografica, grazie alla diminuzione dei tassi di mortalità e l’aumento della speranza di vita alla nascita, i cambiamenti nelle relazioni tra le persone dovuti all’instaurazione di un nuovo tipo di società, e i cambiamenti nella scienza e nell’arte.

I progressi sono stati molto significativi anche nel campo della tecnologia:

Strutture politiche antecedenti le rivoluzioni dei secoli XVIII-XIX

Mappa politica dell’Europa nel XVIII secolo, nel periodo che precede lo scoppio della Rivoluzione francese.

Gli stati più importanti in Europa alla fine del XVIII secolo erano: l’Impero russo, l’Impero austriaco, la Francia, la Prussia, la Spagna e la Gran Bretagna. Tutti questi stati, tranne la Gran Bretagna, erano monarchie assolute. Nell’Europa centrale, la Polonia fu oggetto di scambio tra le potenze circostanti. Il Paese venne spartito in tre fasi:

1772: tra Prussia, Russia e Austria;
1793: tra Prussia e Russia;
1795: tra Prussia, Russia e Austria.

L’Impero russo

La Russia si era imposta come la grande potenza territoriale dell’Europa dell’Est fin dal regno di Caterina II (1762-96). La Russia si espanse verso ovest grazie alle spartizioni della Polonia. Aveva bisogno di uno sbocco sul mare e lo ottenne a spese dell’Impero ottomano.

Mapa de la expansión territorial del Imperio Ruso (1453-1914)
Mappa dell’espansione territoriale dell’Impero russo (1453-1914)

Impero asburgico (Austria, parte della Germania e Ungheria)

Il Sacro Romano Impero era uno stato eterogeneo, multinazionale (composto da slavi, rumeni, ruteni…) e disperso. Era retto dalla Casa d’Asburgo. Durante il regno di Giuseppe II, iniziato nel 1765, si tentò di modernizzare lo stato con un programma di riforme: la servitù della gleba fu abolita nel 1781 così come le corporazioni, dando ai contadini la sicurezza della proprietà. Furono aboliti anche le prestazioni coatte che i contadini dovevano ai proprietari fondiari. Fu stabilita la base per la tolleranza religiosa e l’educazione laica e universitaria.

Mapa del Imperio Romano Germánico en vísperas de la Revolución Francesa de 1789
Mappa dell’Impero Romano Germanico alla vigilia della Rivoluzione Francese del 1789. Fonte originale: Wikipedia.org

Il paese conobbe dei conflitti ai suoi confini a causa dei tentativi d’invasione svedesi e turchi. Giuseppe II è considerato un rappresentante del dispotismo illuminato. Nel 1782, a causa della pressione della nobiltà, fu ristabilita la servitù della gleba. È stato durante il suo regno che c’è stata una ribellione nei Paesi Bassi austriaci.

Regno di Francia

Fino al 1789 la Francia è stata una monarchia assoluta. L’ultimo sovrano della dinastia dei Borbone fu Luigi XVI, che regnò dal 1774 al 1792. La Rivoluzione del 1789 significò un completo smantellamento dei residui assolutistici. Tra il 1789 e il 1793 il regno di Luigi XVI continuò sotto un regime costituzionale. Nel 1793 fu istituita la Prima Repubblica.

Prussia

Durante il regno di Federico II il Grande (1740-1786), la Prussia divenne una grande potenza. Dopo il 1741 inglobò la regione della Slesia (l’odierna Polonia sudoccidentale). Federico II era un re molto colto, appassionato di musica, che rappresentava i valori dell’Illuminismo. Voltaire fu accolto dalla sua Corte. Riformò l’esercito, impose la tolleranza religiosa e realizzò molte riforme illuminate. Tuttavia, il potere rimase nelle mani di un monarca assoluto. La nobiltà continuò a mantenere il dominio sui grandi territori a est del fiume Elba. La nobiltà prussiana era chiamata “Junkers” e deteneva un potere considerevole nell’esercito e nel servizio civile. In Prussia fu mantenuta la servitù della gleba.

Regno di Spagna

La monarchia spagnola, alla fine del XVIII secolo, continuò a mantenere i suoi possedimenti in America. La sua politica estera era legata a quella della Francia dai “Patti di famiglia” con i Borbone francesi. Carlo III e Carlo IV erano dei sovrani illuminati. Non riuscirono a trasformare la società, poiché le loro politiche erano molto limitate dagli interessi della nobiltà. La riforma agraria e fiscale non fu accettata dalla aristocrazia.

Regno di Gran Bretagna

La Gran Bretagna era un’eccezione tra gli altri stati europei. Dopo la Gloriosa Rivoluzione del 1688, il regime fu di tipo parlamentare. In pratica, questo significava l’istituzione di una monarchia aristocratica a carattere parlamentare, eliminando così la legittimazione del potere reale per diritto divino.

Nel quadro della monarchia parlamentare britannica, il sovrano aveva prerogative limitate: Giorgio III (1760-1820) non poteva, senza il consenso del Parlamento, impedire l’attuazione delle leggi. Non poteva creare tasse o mantenere un esercito permanente in tempo di pace. Il monarca governava circondato da un gabinetto e da un primo ministro.

Dal 1783, il primo ministro fu William Pitt il Giovane. È stato scelto da una maggioranza della Camera dei Comuni eletta. Il Parlamento inglese era composto da due camere: la Camera dei Lord (a carattere nobiliare) e la Camera dei Comuni (a carattere elettivo, composta da deputati d’Inghilterra, Galles e Scozia). Il suffragio si basava su un sistema elettorale ristretto, che si prestava a ogni sorta di pratiche corrotte.

La Gran Bretagna era una grande potenza commerciale e marittima, con interessi in contrasto con quelli della Francia. Aveva le sue 13 colonie americane (fino al 1776) e possedimenti in India.

Stati minori:

Repubblica dei Sette Paesi Bassi Uniti (Province Unite dei Paesi Bassi)

Si trattava di un paese senza monarchia, costituito da una confederazione di sette province, di cui l’Olanda era la più popolosa. Aveva un organo centrale di governo nella città dell’Aia, chiamato “Stati Generali”, con a capo uno Stadtholder. La carica di Stadtholder era un titolo militare tradizionalmente dato ai principi della Casa d’Orange. Dal 1751 al 1795 fu Guglielmo V di Orange-Nassau. La guerra contro l’Inghilterra tra il 1780-1784 e la rivoluzione francese del 1789 lo costrinsero a lasciare l’Olanda e a rifugiarsi in Inghilterra.

Alla fine del XVIII secolo, le Province Unite dei Paesi Bassi erano in uno stato di declino, poiché città come Amsterdam avevano perso la loro importanza come porto commerciale. Alla fine del XVIII secolo, la borghesia commerciale si mobilitò e creò un movimento di protesta chiamato “Movimento Patriottico”, che chiedeva la democratizzazione delle strutture politiche. Il movimento chiedeva da un lato la limitazione del potere dello Stato e, dall’altro, l’istituzione di una repubblica unitaria nei Paesi Bassi. Il “Movimento Patriottico” fu fondato nel 1780 e sciolto nel 1787, quando l’esercito prussiano intervenne per sedare le proteste nei Paesi Bassi. La sua borghesia fu costretta all’esilio.

I “Patrioti” non erano difensori di una causa nazionale, ma erano il nome dato a qualsiasi movimento che fosse “avanzato”. Durante la Rivoluzione Francese i patrioti erano i sostenitori della Rivoluzione.

Confederazione Svizzera

La Confederazione era composta da 13 cantoni (ora 26), oltre alla Repubblica di Ginevra. La Confederazione era governata a livello di aristocrazia. Non aveva una coscienza unitaria a causa delle differenze religiose e linguistiche. Aveva poco potere economico e militare, e molti svizzeri servivano in eserciti stranieri. La Svizzera era un’importante enclave strategica (cadde sotto il dominio di Napoleone).

Politicamente era organizzata in città-stato, allo stesso modo di Ginevra, Venezia e Genova (queste città-stato mostravano allora segni di declino). Erano repubbliche oligarchiche, dove il potere era esercitato da un piccolo nucleo aristocratico.

Stati della Penisola italica

Alla fine del XVIII secolo, l’Italia era un’unica unità geografica divisa tra 12 stati: tra i più importanti c’erano: il Regno di Napoli, il Regno di Sicilia (unificato dal Congresso di Vienna nel 1816 come Regno delle Due Sicilie con re Ferdinando I, figlio di Carlo III di Spagna), il Regno di Piemonte-Sardegna (governato dai Savoia), la Repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana e la Repubblica di Genova.

Il casato degli Asburgo d’Austria esercitava una grande influenza nell’Italia settentrionale, poiché controllava i territori dell’attuale Lombardia, nella fattispecie il Ducato di Milano e quello di Mantova. I ducati di Toscana e Modena erano invece governati da rami imparentati con la casa d’Austria.

Gli stati tedeschi

La Germania risultava frammentata in più di 350 stati di dimensioni e importanza molto diverse. Molti di questi stati erano inclusi nel Sacro Romano Impero Germanico, un organismo medievale con a capo l’imperatore del Casato d’Austria. Ognuno di questi stati della Confederazione seguiva una propria politica. Ciò rese molto difficile per i territori tedeschi sviluppare un sentimento nazionale comune al di là del sentimento culturale germanico.

Strutture economiche e sociali nel XVIII secolo

L’Europa settentrionale e occidentale erano tecnologicamente ed economicamente più avanzate dell’Europa meridionale e orientale. L’Europa occidentale aveva meno relazioni feudali e una borghesia più sviluppata. Nell’est c’erano grandi aree in cui le strutture feudali dominavano ancora la società ed esistevano relazioni di servitù della gleba agraria. Inoltre, in queste zone, la borghesia non era molto radicata. Nell’Impero russo, i rapporti di servitù della gleba sono esistiti fino al 1861.

La Gran Bretagna era una potenza commerciale marittima. La fine del XVIII secolo vide l’inizio di un grande sviluppo agricolo e industriale, oltre a grandi cambiamenti sociali. Il XIX secolo ha visto la proletarizzazione dei contadini agricoli, la crescita della popolazione urbana e lo sviluppo della borghesia e della classe ricca.

Non si può capire l’Europa alla fine del XVIII secolo senza rendersi conto che:

Cambiamenti in agricoltura

In alcune contee inglesi e nelle Province Unite d’Olanda (Olanda e Zelanda), l’agricoltura era più avanzata che in altri territori europei. In questi territori iniziò un cambiamento nel sistema di coltivazione, con l’eliminazione dei terreni incolti.

In Inghilterra, con il processo di Enclosures, è stato sviluppato un sistema di coltivazione triennale senza maggese. Furono introdotte nuove piante da foraggio che permisero un’agricoltura mista e il numero di bestiame aumentò. È stata avviata una crescita economica sostenibile e i rendimenti sono aumentati, con conseguenti alti rendimenti per ettaro. Era un’agricoltura diversificata e intensiva.

Anche nelle Fiandre c’era un’agricoltura avanzata, come la coltivazione del lino per lo sfruttamento tessile (si estraeva la fibra). Nella zona del fiume Po (Italia), il riso veniva coltivato grazie alla grande disponibilità d’acqua.

Nel XIX secolo emersero due aree chiaramente differenziate con strutture agricole diverse:

Sistema agrario in Europa orientale:

In Europa orientale esistevano rapporti di servitù della gleba. I contadini (servi della gleba) vivevano legati alla terra. Potevano lasciare la terra solo con il permesso del signore. Avevano bisogno di un salvacondotto. I servi della gleba pagavano varie tasse al signore. Dovevano lavorare gratis per i proprietari terrieri, per periodi più o meno lunghi.

Nell’Impero russo, su 38 milioni di abitanti, circa 36 milioni erano contadini. Poco meno della metà di loro erano servi della gleba. In Austria i servi della gleba erano contadini slavi (cechi e slovacchi, chiamati “robot”). E anche in Prussia orientale c’erano dei servi della gleba. Lo scopo fondamentale del sistema era quello di garantire l’ottenimento di manodopera gratuita su base regolare.

Sistema agrario in Europa occidentale:

Nell’Europa occidentale del XVIII secolo c’erano contadini che non erano soggetti al rapporto di servitù della gleba, ma erano feudali (soggetti al pagamento di censi). I contadini erano obbligati a consegnare una parte della loro produzione (censimenti in denaro e in natura). Le decime venivano pagate alla Chiesa.

In Occidente, prima del XIX secolo, continuavano a esistere i monopoli feudali: il pagamento dei censi, una rendita feudale che rappresentava il riconoscimento diretto del signore sulla terra. Poteva essere in denaro o in natura. Il proprietario del terreno pretendeva che l’affittuario gli pagasse una parte del raccolto. La media era di ½ parte, l’8,3%. Pagamento della decima: era sempre pagato in natura. Era l’obbligo di dare il 10% del raccolto alla Chiesa. Veniva raccolto dai vescovadi e dalle potenti comunità religiose. Il più delle volte, i beneficiari della decima non facevano nulla per sostenere le parrocchie. Molto spesso le parrocchie rurali dovevano essere sostenute dagli stessi contadini.

I monopoli feudali, “le banalità”, erano legati all’uso di strutture fondamentali per un contadino, come il mulino, il torchio, il frantoio e il forno per cuocere il pane. I contadini erano obbligati a usare queste strutture. Dovevano pagare una parte della loro produzione al monopolio.

Queste tasse cambiarono straordinariamente in tutta Europa. Era dovuto alle circostanze storiche che avevano portato i proprietari terrieri ad adattarsi a seconda del territorio.

Esempio di ciò che un contadino doveva pagare in tasse: 8,33% (censo) + 10% (decima) = 18,33% + 25% (il 25% doveva essere conservato per l’anno successivo) = 43,33%. Il contadino aveva solo il restante 55% del raccolto. Da questo proveniva il grano da commerciare.

Questi oneri feudali aumentarono nel tempo. L’aumento della popolazione nelle città portò a una forte domanda di prodotti e alimenti. Questo ha portato a un aumento significativo dei prezzi. I proprietari terrieri reagirono cercando di spremere il più possibile dai loro diritti feudali. Ed esigevano il pagamento dei loro censimenti in natura.

Nel 1800 il territorio più popolato era la Russia (37,5 milioni di abitanti), seguita dalla Francia (29,1 milioni di abitanti) e dalla penisola italica (17,2 milioni di abitanti). Gli stati con le popolazioni più piccole erano: Danimarca (0,9 milioni di abitanti), Scozia (1,6 milioni di abitanti), Paesi Bassi (2,1 milioni di abitanti), Svezia e Portogallo.

L’aumento complessivo della popolazione era dovuto al mantenimento dei tassi di natalità e alla diminuzione dei tassi di mortalità. Il XIX secolo ha visto la transizione demografica, o “rivoluzione demografica”. Significava una rottura con il vecchio ciclo demografico che aveva prevalso fino ad allora: questo era legato a meno guerre, controllo delle epidemie e meno crisi di sussistenza.

La causa della diminuzione della mortalità è stata:

Nuova tappa nel processo di urbanizzazione ed espansione coloniale

La più grande concentrazione urbana alla fine del XVIII secolo era nelle Province Unite d’Olanda. Questo processo di urbanizzazione in Olanda e in Zelanda era in corso da molto tempo. Nel XVIII secolo questo processo era già molto maturo. A spiccare erano le città del sudovest del paese, impegnate nel commercio coloniale.

Il successo delle Province Unite fu il risultato dell’importanza della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali. Città come Rotterdam, Amsterdam e L’Aia erano industrializzate e vicine alle zone agricole.

Anche in Gran Bretagna l’importanza relativa delle città era notevole, sia in Inghilterra che in Galles e Scozia. Questo processo si è sviluppato alla fine del XVIII secolo, legato all’aumento della produzione manifatturiera e del commercio coloniale. Nel 1801 l’Irlanda fu incorporata alla Gran Bretagna e ribattezzata Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

La Francia era ancora uno stato rurale. Nel 1800, solo il 6,7% della popolazione viveva in città. La popolazione contadina ha giocato un ruolo chiave nella rivoluzione francese.

L’economia europea era ancora agraria. La maggior parte della popolazione viveva in campagna. Nel centro dell’Europa, l’Ungheria aveva una percentuale molto bassa di popolazione urbana.

Espansione coloniale europea: rotte commerciali marittime del XVIII secolo

La expansión colonial europea

Rutas del comercio marítimo siglo XVIII
Rotte commerciali marittime del XVIII secolo

Nel XVIII secolo si stavano gettando le basi per quella che sarebbe stata la grande espansione europea nel mondo. Nel XVIII secolo, gli europei hanno colonizzato territori in Africa, Nuova Zelanda, Australia… Le potenze europee hanno effettuato la distruzione dei popoli che hanno conquistato. Gli europei realizzarono un “imperialismo biologico”, che consisteva nel trasformare l’ambiente naturale ovunque si insediassero.

Gli europei iniziarono la loro espansione intorno al Capo di Buona Speranza (Sudafrica), dove si trovava la più grande popolazione bianca della zona. Qual era il loro obiettivo? La tratta degli schiavi. Milioni di africani furono portati nelle piantagioni americane.

Anche i francesi e i portoghesi avevano insediamenti coloniali. La Francia in Senegal e Gambia, e il Portogallo in Angola e Mozambico. In Oceania, gli europei fecero la scoperta completa del continente nel XVIII secolo. Le navigazioni di viaggiatori come James Cook aiutarono a mettere le isole dei Mari del Sud sulla mappa e a definire molto precisamente la linea costiera americana del Pacifico occidentale. Ci sono possedimenti in Oceania.

Viajes James Cook
Mappa dei viaggi dell’esploratore James Cook

Questi viaggi non furono solo utili per disegnare mappe, ma riuscirono anche a cambiare la visione della natura e degli esseri umani, grazie ai contributi degli scienziati che viaggiarono in queste zone. Gli scienziati tornarono con disegni, erbari, minerali… Alla fine del XVII secolo si conoscevano 10.000 piante diverse. Nel XVIII secolo erano state catalogate più di 50.000 specie vegetali. Il viaggio di Charles Darwin lo aiutò a dimostrare che le specie non sono immutabili, il che si riflette nella sua opera del 1859 “L’origine delle specie”.

La rivoluzione francese: origini e fasi del processo rivoluzionario

Cause e origini della rivoluzione

La rivoluzione francese deve essere collocata in un contesto europeo. Le idee dell’Illuminismo avevano contribuito a erodere le strutture dell’Ancien Régime. La possibilità di una rivoluzione in Europa era nell’aria, ma nessuno pensava a una rottura politica che avrebbe rotto le regole del passato. La gente pensava a un cambiamento più pacifico, come la rivoluzione inglese del XVII secolo.

Il movimento illuminista si proponeva di realizzare una “Rivolta generale degli spiriti”, ma non una rivoluzione. Volevano illuminare pacificamente i monarchi migliorando il governo e le sue leggi ed educando il popolo. La Rivoluzione è scoppiata in Francia di sorpresa. Tali eventi non possono essere previsti né organizzati.

Com’era la Francia sotto Luigi XVI? Nel 1789 la Francia aveva 29 milioni di abitanti, di cui 22 milioni (75%) erano contadini. Parigi era la città più popolosa, con 700.000 abitanti. La Francia era una società di ceti (nobiltà, clero e terzo potere). Era uno stato in crisi, indebolito nella seconda metà del XVIII secolo dalle lotte tra la monarchia e i parlamenti (tribunali che cercavano di controllare le attività del governo).

Chi controllava i parlamenti? I parlamenti erano controllati da un’aristocrazia di magistrati (nobili). Molti di loro erano nobili o nobilitati. In Francia, 13 città avevano dei parlamenti. Questi erano sempre più controllati da questa aristocrazia delle magistrature. Hanno cercato di ottenere il controllo dello Stato. A questo punto si aprirà una crisi tra la monarchia e la nobiltà aristocratica parlamentare.

La Rivoluzione fu il prodotto di una serie di fattori che formarono il cocktail esplosivo del 1789: crisi finanziaria, Stati Generali, crisi economica e rivoluzione contadina.

La crisi finanziaria

La monarchia francese aveva un enorme problema debitorio, aggravato dalle guerre (la Guerra dei sette anni e la Guerra d’indipendenza americana). Ciò ha portato il governo a proporre una serie di progetti di riforma:

I ministri incaricati di queste riforme furono Jacques Necker, Charles-Alexandre de Calonne, Étienne-Charles de Loménie de Brienne e Chrétien Guillaume de Lamoignon. Queste riforme furono osteggiate dalla nobiltà. La nobiltà si ammutinò in quella che è conosciuta come una “rivolta parlamentare”.

La rivolta parlamentare

La rivolta parlamentare guidata dalla nobiltà aristocratica dei magistrati portò alla convocazione degli Stati Generali, che non venivano convocati dal 1614. Questo portò alla rottura politica della monarchia. Sono stati presentati i “Quaderni delle lamentele” (Cahiers de doléances). Ma il 17 giugno 1789, il Terzo Stato è diventato un’Assemblea Nazionale, in conformità con il “Giuramento della Pallacorda” del 20 giugno 1789. Sessione ufficiale dell’Assemblea Nazionale del 23 giugno 1789: il monarca fece alcune concessioni, ma non accettò la separazione dei tre stati.

Rivolta di Parigi e crisi economica

La rivoluzione scoppiò a Parigi a causa di una serie di fattori:

Tutto questo portò alla presa della Bastiglia il 14 luglio 1789.

Rivoluzione contadina

Nell’estate del 1789, i cattivi raccolti e gli oneri feudali provocarono una rivolta diffusa nelle campagne, nota come la Grande Paura, tra il 20 luglio e il 6 agosto 1789. Si concluse con concessioni della monarchia: “i Decreti di Agosto”. Il 13 luglio 1788, una grande grandinata causò una tempesta di grandine che rovinò i raccolti in Francia. Nel 1789 (giugno – luglio), dato che i raccolti dell’anno precedente non erano disponibili, fu necessario aspettare l’autunno per poter effettuare nuovi raccolti.

Lo storico George Rudé dice: “In tempi normali, i lavoratori non qualificati di Parigi spendevano il 50% del loro reddito in pane. Nella primavera del 1789, a causa dell’aumento del prezzo dei cereali, spendevano l’88% del loro reddito in pane”.

I decreti di agosto: erano la risposta dell’Assemblea Nazionale Costituente al clima rivoluzionario che si diffondeva in Francia. Hanno incarnato:

Abolizione di alcuni privilegi feudali;
Abolizione dei monopoli feudali;
Eliminazione della corvè (roccaforte feudale del lavoro gratuito);
Eliminazione della decima.

Questi decreti segnano l’inizio della fine del feudalesimo in Francia.

Sviluppo e fasi della Rivoluzione francese

Fase 1: Francia rivoluzionaria: dal 1789 al 1792

Durante questo periodo l’Assemblea Nazionale Costituente intraprese importanti riforme. Iniziò con l’adozione della prima Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789. Adottò anche la Costituzione civile del clero che, nel 1790, stabilì che tutti i membri della Chiesa diventassero impiegati civili dello Stato con uno stipendio a condizione che giurassero fedeltà alla Francia. Papa Pio VI condannò la Costituzione del 1791.

Per quanto riguarda l’adozione della Costituzione del 1791, in tutto questo periodo si assistette alle prime lotte di potere tra i Girondini e i Giacobini in merito a come la Rivoluzione dovesse svilupparsi. Nel 1792 la Francia rivoluzionaria dichiara guerra all’Europa aristocratica. Durante il settembre 1792 ci furono i “massacri” di prigionieri a Parigi, considerati nemici della Rivoluzione. Il 21 settembre, la monarchia costituzionale fu abolita a causa del mancato raggiungimento di un compromesso pacifico tra l’aristocrazia scontenta e la borghesia

Fase 2: Radicalizzazione della rivoluzione: dal 1792 al 1794

Nel gennaio 1793, Luigi XVI fu giustiziato. Questo è stato un evento molto importante per l’Europa. Nel febbraio dello stesso anno la Francia dichiarò guerra all’Inghilterra e all’Olanda. Nel marzo 1793 scoppiò una crisi dovuta alla guerra civile in Vandea, alla crisi economica e alla sconfitta militare francese nei Paesi Bassi.

La Guerra civile della Vandea (una regione della Bretagna) fu una guerra che esprimeva il malcontento dei contadini con la progressione della Rivoluzione. Nel dicembre 1793 la guerra finì. La crisi economica fu causata da una serie di rivolte di sussistenza a Parigi.

Nel maggio 1793, la “Montagna” prese il controllo della Convenzione e vietò ai Girondini di entrare. Tra il 31 maggio e il 2 giugno 1793, ebbero luogo le “giornate rivoluzionarie” o “journées”, durante le quali furono arrestati 27 deputati girondini, tra cui Brisot, il leader che si opponeva a Robespierre.

Una nuova costituzione fu votata il 24 giugno 1793. Nel luglio dello stesso anno, Robespierre entrò a far parte del Comitato di Salute Pubblica, che era responsabile degli affari interni ed esterni della Repubblica. In questo periodo, la Repubblica aveva esigenze di difesa e doveva attuare un’economia di guerra, con un forte interventismo nella produzione e nel commercio.

Il 4 e 5 settembre 1793 si scatenarono i sans-coulottes, un movimento popolare urbano parigino. Il 29 settembre fu istituito il “terrore”, durante il quale il governo rivoluzionario impose la sua autorità per 10 mesi.

È necessario tenere presente la situazione in Francia dal 1792 al 1794: la guerra (oneri per rifornire e pagare le truppe) e la pressione popolare (si doveva alleviare la fame urbana). Tutto ciò ha portato alla creazione di un sistema di eccezione repressivo e difensivo. Il terrore e l’economia centralizzata sono stati combinati per creare uno stato di emergenza. Il luglio 1794 vide la caduta di Robespierre e la fine del suo governo rivoluzionario.

Fase 3: La reazione del Termidoro. 1794-1795.

I Termidoriani erano i successori dei Robespierristi. Erano sostenuti dai movimenti costituzionalisti monarchici, che volevano abolire la Repubblica e tornare alla Costituzione del 1791, e dai Girondini.

Questo periodo segnò la fine del giacobinismo e la liquidazione del regime rivoluzionario e della sua base popolare. Istituzione di una repubblica borghese moderata. I Termidoriani si prefiggono di de-giacobinizzare la Francia. Con la fine del terrore rivoluzionario arrivò il “terrore bianco”, che non era altro che l’adozione di misure di polizia da parte della Convenzione per regolare vecchi conti con i Giacobini.

Il periodo della Convenzione del Termidoro si concluse con l’insurrezione monarchica del 13 di vendemmiaio, il 5 ottobre 1795, in cui il generale Bonaparte ebbe un ruolo importante nel sedare la rivolta.

Fase 4: il regime del Direttorio dall’ottobre 1795 al novembre 1799

Questo periodo segna una rottura radicale tra le due fasi precedenti. Una svolta conservatrice rappresentata dal regime del Direttorio. Non ha annullato le conquiste rivoluzionarie dei due periodi precedenti. Periodo di grande instabilità politica. Diversi colpi di stato:

Ci furono anche diverse guerre espansionistiche:

Il periodo del Direttorio finì con il Colpo di Stato del 18 Brumaio, nel novembre 1799, da parte di Napoleone Bonaparte. Venne formato il Consolato, caratterizzato da un potere personale.

L’impatto della Rivoluzione francese

Ogni volta che i moderati cercavano di porre fine alla Rivoluzione, apparivano settori popolari che spingevano sempre più verso la sua realizzazione.

Il decennio rivoluzionario ha avuto luogo in:

La rivoluzione continuò fino al 1799, con il colpo di stato di Napoleone.

Quali sono state le caratteristiche della Rivoluzione Francese che le altre non hanno avuto?

La Rivoluzione francese è stata l’unica che si è posta l’obiettivo di una trasformazione radicale della Francia, dell’Europa e del mondo: l’universalità del linguaggio rivoluzionario. Il movimento francese del 1789 soddisfaceva alcune condizioni di base:

Impatto della Rivoluzione in Europa

La Rivoluzione francese aveva trasformato l’Europa. Il continente era diviso tra i suoi sostenitori e i suoi oppositori.

All’inizio della Rivoluzione, tra il 1789 e il 1791, essa non suscitò una controreazione da parte delle potenze europee. Questa è stata percepita, semmai, come un fattore d’indebolimento dello stato francese. Austria, Gran Bretagna e Prussia ne furono molto favorevoli.

Quando la Rivoluzione divenne più radicale e mise in pericolo la persona dei monarchi francesi, lo scontro divenne inevitabile. Nel 1792 la Monarchia fu abolita. Nel 1793 il re di Francia fu assassinato. Gli stati europei si sono messi a combattere contro la Francia. Si opponevano alla diffusione dei principi rivoluzionari con la censura e la propaganda controrivoluzionaria. Stavano per fare marcia indietro sulle riforme che avevano intrapreso. Le due parti si sono scontrate militarmente in Francia.

La Rivoluzione francese andò oltre i confini della Francia. È stato quello che ha dato inizio all’era delle rivoluzioni dal 1795. I valori proclamati misero la Rivoluzione di fronte alla questione della schiavitù. Fu solo il governo rivoluzionario che nel febbraio 1794 ne proclamò l’abolizione.

Riepilogo degli eventi alla fine del XVIII secolo


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